Scambi

Una delle cose più preziose della mia vita è lo scambio di qualcosa con qualcuno, la possibilità e la capacità di dare e ricevere qualcosa di mio a qualcuno e viceversa, e per quanto riguarda il mio piccolissimo ed insulso vissuto di pittura, questa capacità di scambio avviene tra me stesso ed un paesaggio, una persona, un quadro, una qualsiasi cosa che in qualche modo mi tocca, riverbera, entra in assonanza o dissonanza con me ed io con lei.

Scambi però si concretizza, quasi si sedimenta nel continuo gioco di relazioni reciproche tra l’arte occidentale e l’arte orientale, in un’altalena perenne di inserimento, fusione, diluizione di pigmenti orientali in pigmenti occidentali, di esperienze dovute e vissute a contatto con la Cina e la sua cultura trasposte nella mia vita, nella cultura e nella soietà della Firenze di questi ultimi 2 anni.

Lo studio della calligrafia cinese, della sigillografia (grazie Nicola per lo splendido lavoro) dell’arte pittorica cinese, delle stampe giapponesi, dell’arte indiana e dei rotoli tibetani buddisti, nonchè della poesia e dell’arte Pali – birmana, hanno creato, alimentano e creano tutt’ora scambi continui e vivi con la mia esperienza di pittura, sia per quanto riguarda i temi ed i soggetti, sia per quanto concerne le tecniche pittoriche, la struttura delle composizioni, l’organizzazione delle superfici pittoriche, la scelta cromatica, e mille mila altre cosine…