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Moleskine, quaderni di studio di acquerello e Shufa

Xiulong Posted in Acquerello, Moleskine, Pensieri, Scambi, Sguardi, Studi, tentativi e riflessioni, shufa,Tags: , , , ,
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Fox drinking

Fox drinking, chinese watercolor

A Pechino, per i 2 mesi e mezzo di Cina dell’estate del 2005, scrissi un diario che divenne il mio confidente ed il mio sfogo, un inconsapevole modo di praticre il secondo veicolo rang-rtogs gshen-rab kyi theg-pa, cioè uno stato simile allla sautrantikas, ossia il veicolo di coloro che tentano di capire per mezzo di se stessi, senza maestro.

Una pratica in cui cercavo di capire ed assimilare, ruminare, la mole infinta di insegnamenti e di visioni che Pechino e la Cina mi offrivano quotidianamente, una sorta di trasformatismo in scrittur della pratica meditativa.

Intanto, nella libreria di Xidan - sempre a Pechino – venivo in contatto con i numerosissimi diari di viaggio di quei ciniesi ce come intuito da Ilario Fiore, desiderosi di affacciarsi al mondo,registravano le porprie impressioni della Cina e del mondo su diari di viaggio incredibilmente belli, di una freschezza ed una luminosità incredibile, in cui a farla da padrone non c’era la precisione di uno scatto fotografico, ma il colore.

Colore puro e colore diluito, l’essenza della bella arte – 美术 meishu.

In un susseguirsi vorticoso di immagini puramente immagini ed immagini ideogrammi…, l’origine e lo stato attuale di una delle scritture più antiche della terra.

Appena tornato dalla Cina, a fine Settembre del 2005, Mei mi portò alla libreria Edison di Piazza della Repubblica a Firenze, per farmi vedere il diario di viaggio di Stefano Faravelli, intitolato semplicemente  Cina. Un capolavoro, lavoro stupendo, che mi riportò ed ancora oggi mi riporta nel regno di mezzo, con i ritratti del sacerdote Dongba di Dongba Gong a Lijiang, un mondo del quale ho sempre nostalgia essendomi ammalato di Mal di Cina, un universo dal quale solo ed esclusivamente per una persona che si trova in questa piccola ed agonizzante terra che in Cinese si chiama 意大利 Yidali - grandi aspettative e grandi vantaggi.

Adesso sono passati 4 anni. Con lei al mio fianco non ero più solo tornndo in Cina, mostrandole Tian Tan appannato dalla nebbia proficua dell’alba di Beijing e dalle lacrime di fratelli e sorelle ritrovati…così come abbiamo ritrovato altri taccuini di viaggio, altre pennelate che, come quelle pennellate di Cina di Faravelli, come le foto di Gianni Limonta sullo Yunnan, mi hanno spinto.

Spinta anche a compiere i miei studi ed i miei esercizi di pittura su due moleskine, una interamente dedicata allo studio delle shufa, ed una di acquerelli liberi.

Moleskine – Shufa

Lo studio dell’arte Cinese, 美术 mei shu, mi appassiona immensamente.

L’uso monocromatico dell’inchiostro e del colore mi impressiona e mi trasmette vibrazioni profonde, diverse da quelle trasmesse dall’arte occidentale che ammiro e conosc, propria della mia cultura e del mio mondo; solo l’Impressionismo ed alcune opere del post-impressionismo sento vicine alla ricerca che attuo nello studio dell’arte e nel dipingere.

Le pagine dei miei studi

Moleskine – Acquerelli

L’acquerello è il medium che prediligo.

Prima di tutto perchè dove vivo adesso non ho spazio per allestire un cavalletto e per dipingere ad olio, e poi perchè sento l’acquerello molto più vicino all’arte cinese, dunque mi permette di studiare e sperimentare impressioni e tentativi che poi, un giorno, potrò applicare alla pittura ad olio.

Queste sono le pagine dei miei studi

Moleskine

admin Posted in Studi, tentativi e riflessioni,Tags: , , , ,
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A Pechino, per i 2 mesi e mezzo di Cina dell’estate del 2005, scrissi un diario che divenne il mio confidente ed il mio sfogo, un inconsapevole modo di praticre il secondo veicolo rang-rtogs gshen-rab kyi theg-pa, cioè uno stato simile allla sautrantikas, ossia il veicolo di coloro che tentano di capire per mezzo di se stessi, senza maestro.

Una pratica in cui cercavo di capire ed assimilare, ruminare, la mole infinta di insegnamenti e di visioni che Pechino e la Cina mi offrivano quotidianamente, una sorta di trasformatismo in scrittur della pratica meditativa.

Intanto, nella libreria di Xidan - sempre a Pechino – venivo in contatto con i numerosissimi diari di viaggio di quei ciniesi ce come intuito da Ilario Fiore, desiderosi di affacciarsi al mondo,registravano le porprie impressioni della Cina e del mondo su diari di viaggio incredibilmente belli, di una freschezza ed una luminosità incredibile, in cui a farla da padrone non c’era la precisione di uno scatto fotografico, ma il colore.

Colore puro e colore diluito, l’essenza della bella arte – 美术 meishu.

In un susseguirsi vorticoso di immagini puramente immagini ed immagini ideogrammi…, l’origine e lo stato attuale di una delle scritture più antiche della terra.

Appena tornato dalla Cina, a fine Settembre del 2005, Mei mi portò alla libreria Edison di Piazza della Repubblica a Firenze, per farmi vedere il diario di viaggio di Stefano Faravelli, intitolato semplicemente  Cina. Un capolavoro, lavoro stupendo, che mi riportò ed ancora oggi mi riporta nel regno di mezzo, con i ritratti del sacerdote Dongba di Dongba Gong a Lijiang, un mondo del quale ho sempre nostalgia essendomi ammalato di Mal di Cina, un universo dal quale solo ed esclusivamente per una persona che si trova in questa piccola ed agonizzante terra che in Cinese si chiama 意大利 Yidali - grandi aspettative e grandi vantaggi.

Adesso sono passati 4 anni. Con lei al mio fianco non ero più solo tornndo in Cina, mostrandole Tian Tan appannato dalla nebbia proficua dell’alba di Beijing e dalle lacrime di fratelli e sorelle ritrovati…così come abbiamo ritrovato altri taccuini di viaggio, altre pennelate che, come quelle pennellate di Cina di Faravelli, come le foto di Gianni Limonta sullo Yunnan, mi hanno spinto.

Spinta anche a compiere i miei studi ed i miei esercizi di pittura su due moleskine, una interamente dedicata allo studio delle shufa, ed una di acquerelli liberi.

Moleskine – Shufa

Lo studio dell’arte Cinese, 美术 mei shu, mi appassiona immensamente.

L’uso monocromatico dell’inchiostro e del colore mi impressiona e mi trasmette vibrazioni profonde, diverse da quelle trasmesse dall’arte occidentale che ammiro e conosc, propria della mia cultura e del mio mondo; solo l’Impressionismo ed alcune opere del post-impressionismo sento vicine alla ricerca che attuo nello studio dell’arte e nel dipingere.

Le pagine dei miei studi

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Moleskine – Acquerelli

L’acquerello è il medium che prediligo.

Prima di tutto perchè dove vivo adesso non ho spazio per allestire un cavalletto e per dipingere ad olio, e poi perchè sento l’acquerello molto più vicino all’arte cinese, dunque mi permette di studiare e sperimentare impressioni e tentativi che poi, un giorno, potrò applicare alla pittura ad olio.

Queste sono le pagine dei miei studi

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大理事会光路 dà lǐshìhuì guāng lù – the great council light way

Xiulong Posted in Acquerello, Studi, tentativi e riflessioni,Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
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Ogni riferimento a persona, fatti ed enti è puramente casuale! Ogni sensazione di coinvolgimento è anch’esso non dipeso da me, ma dalla coda di paglia di chi chiamato in causa si sente…

« Ho cinquant’anni ed ho sempre vissuto libero; lasciatemi finire libero la mia vita; quando sarò morto voglio che questo si dica di me: Non ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa,  di alcuna istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema: l’unica cosa a cui è appartenuto è stata la libertà. »

Letters of Gustave Courbet, 1992, University of Chicago Press

大理事会光路 dà lǐshìhuì guāng lù - the great council light way

大理事会光路 dà lǐshìhuì guāng lù - the great council light way

Mai come in questo periodo amo la libertà!

E sento una pulsione irrefrenabile ad esprimere quello che mi accade e che mi è accaduto, specialmente adesso, che sono reduce dal trasloco, un momento particolare della mia vita dove ancora una volta ho dovuto stipare e sigillare le mie cose, tutte le mie cose, in scatole e borse, portarle via da un luogo che per due anni è stata la mia casa, per un altro luogo che per altri anni sarà la mia nuova casa.

Il motorino e la macchina hanno subito imparato la nuova strada, ma il mio cervello ostinato e cocciuto ancora fatica ad orientarsi, a prendere la via giusta, a “staccare” le spine ed a chiudere i vari rubinetti.

Magari si pensa che sia facile “impostare” la nuova strada di casa…, ma specialmente la sera, quando la stanchezza ed i pensieri di un’intera giornata vissuta affollano ed offuscano la mia mente, dopo aver portato a casa la mi’ bimba bella, a volte finisco col prendere la direzione sbagliata, e ritorno asulla strada che facevo ogni giornoper tornare “a casa mi avecchia”

Beh…poco male! Si ricambia direzione e si torna indietro!

Perchè non è facile per niente dover attuare certi cambiamenti, è un po’ come esser lasciati! L’altra persona desiderebbe magari che tu sparissi, e giustamente non vuole più da te  attenzioni, che si trasformano in assillanti rotture di palle, però è anche vero che le relazioni, specialmente di amore verso qualcuno o qualcosa, beh! Non sono come un televisore, che una volta che non vogliamo più vederlo, basta cambiare canal

Cioè io credo che per i sentimenti delle persone…beh, non è che basti spengere un interruttore per bloccarne il flusso…, e quindi, tutto lentamente è in assestamento, e dall’alto della mia finestra le albe si susseguono ogni giorno l’una diversa dalle altre…, al casino senza tregua di Viale Talenti sventrato dalla tramvia ed incerottato con qualche migliaia di piantine, il cinguettio degli uccellini ed il fruscio del vento fra gli alberi: niente male direi!

Molto più tranquillo, molto più silenzioso ed allo stesso tempo rumoroso di suoni naturali e gentili, e non di rombi artificiali, e clakson, e motori, ed ogni sorta di troiaio che prima accompagnavano e scandivano il mio studio, come l’ambulanza che puntualmente partiva dall’humanitas a sirene spiegate a 10 alle 8 in punto: difficile pensare che ogni mattina, ma non il sabato e la domenica, ci fosse un disgraziato che si sentiva male proprio alle 8 meno 10…

Sono quel genere di cose che davvero mi urtano il sistema nervoso, come quando mi trovo in fila per fare qualche cosa e c’è sempre il ganzo di turno che deve passare avanti con 10.000 pretesti, tutti derivati da una singola e sola concezione di se stesso come più importante degli altri!

Rosso Fiorentino: pala dello Spedalingo - studio di un dettaglio

Rosso Fiorentino: pala dello Spedalingo - studio di un dettaglio

Eppure questa odiosa caratteristica del pensiero umano, questa egocentricità ed antropocentricità, pare ssere una costante con cui sbattere il muso continuamente ed ovunque, e mi sento di respirarne le spore praticamente in ogni posto ed in ogni momento, come se fosse una fase che ciclicamente si ripete, rinnovandomi un gran giremaneto di palle in svariate occasioni.

La ciclicità è poi una dinamica ricorrente, quasi un rituale del comportamento e dell’andamento di molte situazioni, come se il detto “history doesn’t teach us nothing” davvero costantemente riprendesse valore, e dunque ciclicamente si ripetano situazioni e ruoli in cui cambiano i protagonisti centrifughi e centripeti, ma il cui centro d’orbita rimane sempre, sempre, sempre costante.

Ma questo in realtà potrebbe anche andar bene, così come del resto è giusto che vinca il più forte in certe situazioni, ed in certe battaglie la spunti davvero il più astuto ed il più tremendo,,,il vero stratega!!! L’unica cosa però che mi rimane dentro d’insipegabile e di vermanete triste, è il tentativo irrisoluto di capire perchè certe persone a cui davvero tenevo tanto, un bel giorno mi sono reso conto che mi stanno scansando come si evita la merda per terra.

E’ certo che io sia merda, dunque bene scansarmi per non smerdarsi,,,ma non mi pare di essere mai andato in giro proclamarmi cioccolato, o improfumandomi di aromi non miei…, dunque ciclicamente i pensieri che sembrano incendiarsi e non spengersi mai nella mia testa, ritornano su queste persone e su certi fatti, e dunque provocano una serie di sentimenti dolorosi ed amari, buoni però anche per dipingere..

La mia è un’esigenza, una necessità di sfogare questo male, di esprimere quello che se lascio inespresso mi avvelena il sangue, e dunque mi rende velenoso anche verso chi mi sopporta e rimane al mio fianco, così come l’impulso irrefrenabile che ho di parlare e di scrivere di certi argomenti, non è di certo pulsione mirata a qualcosa, come se volessi arruolare gente al mio partito, un partito che non solo non ho, ma che non m’importa di avere e non avrò mai!

Tuttavia…, non posso accettare che qualcuno, perchè forte di un ruolo dato, mi venga a tappare la bocca ed ignori quello che partendo dall’amore ed arrivando alla rabbia ho espresso e condiviso!

Sailing with Mistral

Sailing with Mistral

Io sono un uomo libero, con gli occhi per vedere le cose, orecchi per sentirle ed un cervello maledettamente rimuginante per pensare ed interpretare e rileggere questi dati infinite volte…; non mi accontento delle favoline scodellate e del comunemente assunto come verità.

Io non sono parte e non voglio far parte del “si”, non voglio far parte dell’appiattimento totale e collettivo con cui tutto viene inesorabilmente privato di ogni individualità, di ogni particolarità e di ogni espressività, con la scusa del bene comune, bene comune un bel cazzo!

Studio del soggetto: semplificazione e composizione

Xiulong Posted in Acquerello, Studi, tentativi e riflessioni,Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
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Credo che l’atto del dipingere un soggetto, quasliasi esso sia, necessiti di un approccio molto diverso dalla…”macchina fotografica”, ossia dalla rappresentazione perfettissima e particolareggiatissima di tutti i dettagli presenti nel campo visivo, ma che sia possibile eseguire delle semplificazione di parti del soggetto per mettere così in risalto determinati punti del dipinto, operando quindi una sorta di “s-copmposizione” e “ri-composizione” del soggetto, una composizione che non si limita alla scelta del posizionamento degli oggetti da dipingere, ma che specialmente investe la scelta delle tonalità e dei colori, la luminosità, lo studio e la raffigurazione della luce, l’enfasi attribuita a determinate parti.

[caption id="" align="alignright" width="288" caption="Study of light - a bridge"]Study of light: a bridge[/caption]

Dunque oltre alle regole che comandano i principi con cui è bene eseguire le composizioni, vi sono altre due variabili che giocano nel mio caso, ossia la sensibilità e lo stato d’animo che filtrano la visione da dipingere, e l’intuizione di cosa e come realizzare determinate semplificazioni e determinate operazioni per creare una composizione del dipinto ottimale, o comunque d’effetto.

In questo acquerello ho cercato di concentrale l’attenzione sullo studio della luce, cambiando tonalità per il terreno circostante e giocando sulla nettezza dei dettagli dell’opus del ponte.

Questo piccolo ponticello, con i suoi colori variegati, offriva un’opportunità ideale per eseguire esperimenti di cambio di tonalità, per la resa di una diversa luce e per eseguire varie fusioni di colori.

Questo tipo di acquerello per me costituisce un ottimo studio di un particolare di un soggetto, magari un preliminare per un quadro successivo ad olio su tela o per un acquerello più complesso e di dimensioni maggiori.

Nei due acquerelli del Cottage di Dunster ho cercato di studiare non solo una luce diversa, ma ho eseguito una semplificazione dell’ambiente circostante al cottage per poi soffermarmi con maggior nettezza sul cottage stesso, cercando di imprimergli il focus del dipinto, facendolo così spiccare dal setting circostante.

Cottage at Dunster, Somerset

Cottage at Dunster, Somerset. Simply setting with full washed colour

Nel secondo acquerello del Cottage ho invertito l’atto di semplificazione, ed ho concentrato l’attenzione del dipingere sull’ambiente circostante e sul gioco di luci e colori che offriva il piccolo torrentello alla base del cottage: a Lijiang sarebbe una meraviglia poter dipingere in questo modo, dato il continuo brulicare di corsi d’acqua nella stessa città vecchia.

 

Cottage at Dunster, Somerset

Cottage at Dunster, Somerset. Here cottage was not detailed, but setting and light.

Da questi acquerelli ho anche capito che l’oridne con cui si dipinge e si lavora ad un acquerello è un aspetto importante da considerare prima di iniziare a dipingere e mentre si dipinge…

e lo studio degli acquerelli Inglesi del XVII – XVIII secolo mostra una bella varietàà di metodi, ma forse una regola molto importante da seguire nella stragrande maggioranza dei casi consiste nel dipingere sempre da toni più chiari a toni più scuri: mi trovo bene cioè nell’eseguire per prima cosa grandi lavaggi con toni molto diluiti, e dunque lavorando su questo lavaggio in wet on wet se desidero ottenere sfumati particolari, oppure attendendone la parziale o totale asciugatura; è in questo modo che ho lavorato all’acquerello di Snowdonia Farm…

Snowdonia farm

Snowdonia farm

ed alla vetta di Stob Coire nan Lochan, Glencoe, partendo quindi da un lavaggio iniziale e cercando di mantenere la sovrapposizione dei toni il più pulita possibile (senza creare l’odiosissimo effetto-fango) e poi cercando di costruire gradualmente il dipinto, mantenendo l’attenzione sul gioco di luce del sole sulla neve e sui margini rocciosi socperti, ed applicando tocchi di colore meno diluito su aree in penombra e dombra realizzate con piccoli lavaggi.

 

Stob Coire nan Lochan, Glencoe

Stob Coire nan Lochan, Glencoe

to be continued…

Acquerelli: toni, colori

Xiulong Posted in Acquerello, Sguardi, Studi, tentativi e riflessioni, Tecniche miste,Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
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In questi piccoli studi ad acquerello ho cercato di studiare e dedicarmi all’esplorazione dei toni e dei colori.

Riflessi di un sentiero - acquerello e pastello acquarellabile su carta ruvida

Riflessi di un sentiero - acquerello e pastello acquarellabile su carta ruvida

Il primo studio che ho eseguito è realizzato ad acquerello su una base di pastello acquarellabile: i pastelli acquarellabili sono presenti in 3 diverse tipologie e graduazioni, e la mediana è quella più lggera e molto adatta alla costruzione di zone di sfondo, mentre la grana morbida rende colori più scuri ed intensi.

Ho utilizzato i pastelli in 2 differenti tecniche: per prima cosa ho disegnato in chiaroscuro su carta asciutta le zone di colore principali, realizzando velocemente uno schizzo del paesaggio da dipingere, ed utilizzando solamente il pastello nero, calcando e ritornando sopra alle zone più scure e lasciando in bianco due piccole zone di foglio per la resa dell’acqua in due pozzanghere alla base del disegno.

Subito dopo ho applicato un lavaggio con un pennello medio grande sulla grafite, così da fissarne il pigmento sul foglio ed iniziare a sfumare dove necessario le parti di colore, specialmente nel terreno e nei cespugli in primo piano e nel cielo sullo sfondo; con la stessa matita appuntita ho lavorato sulla carta umida per aggiungere alcuni dettagli.

Poi, con un pennello più fine, ho eseguito il lavaggio del tronco dell’albero e dei suoi rami, sempre lavorando su carta umida ho aggiunto ancora altri dettagli, e con un pennellino fine (rigger) ho dipinto i rametti ed i dettagli del cespuglio e dei due paletti di legno della staccionata a destra.

A questo punto la maggior parte dei dettagli del paesaggio erano stati fissati.

Ho poi eseguito un ultimo lavaggio sulla parte monocromatica, utilizzando il Giallo e la terra di siena molto diluita per il cielo, terra di siena bruciata per il terreno ed una punta di rosso con terra di siena per la zona dell’orizzonte.

Pembrokeshire al tramonto - acquerello e pastello acquarellabile su carta ruvida

Pembrokeshire al tramonto - acquerello e pastello acquarellabile su carta ruvida

Sempre con pastello acquarellabile nero ho eseguito lo schizzo monocromatico del secondo studio, un paesaggio al tramonto nel Pembrokeshire, tratto da una foto di Carn Llidi: anche in questo caso la prima parte dell’acquerello è interamente a pastello nero, calcaro nel primo piano costituito dal terreno e dalle case, molto leggero nel secondo piano, appena accennato nel cielo.

Al primo lavaggio con acqua pulita per fissare la grafite, ho realizzato un lavaggio con rosso molto diluito per la resa del cielo, applicato anche al secondo piano ed al primo piano, lasciando in bianco la parte del disco solare; mentre il lavaggio in rosso era sempre umido, ho applicato alcuni lavaggi in giallo nel cielo e sul bordo delle alture in secondo piano, e con acquerello nero ho lavato il primo piano.

Con un rigger ho eseguito le siluette dei tetti e definito i rami in primo piano, mentre dopo aver bagnato il disco solare in bianco con acqua pulita, ho eseguito alcuni tocchi con il pastello acquarellabile giallo cadmio definendo così il sole.

Questi due studi a pastello acquarellabile sono stati molto interessanti, perchè mi hanno permesso di sperimentare una buona tecnica pittorica per l’esecuzione di alcuni schizzi rapidi poi da rimaneggiare e completare in un secondo momento in studio.

Cottage ad Evendine Lane nel Colwall - acquerello su carta ruvida

Cottage ad Evendine Lane nel Colwall - acquerello su carta ruvida

L’effetto dello sfumato sul tronco d’albero del primo studio di paesaggio mi è piaciuto, ed ho cercato di realizzarlo anche su questo secondo studio di paesaggio, un Cottage nel Colwall, ad Evendine Lane, in cui però ho usato solo l’acquerello senza i pastelli.

Per prima cosa ho realizzato una traccia amatita leggera della siluette del cottage e delle “linee” di confine dei vari piani pittorici, dunque ho eseguito un lavaggio con giallo e terra di siena, aggiungendo delle punte di blu e nero per suggerire profondità dei piani.

Una volta asciutto il lavaggio, con un pennellino fine, ho eseguito le figure dei due alberi ed ho accennato il cespuglio in primo piano a destra, mentre con un pennello medio fine ho sfumato le basi dei tronchi ed ho dipinto la vagetazione dietro la casa, sempre dipingendo bagnato sul bagnato.

Infine, una volta asciugato, ho dipinto le sfumature sulle mura e sui tetti della casa, e con un rigger ho realizzato i dettagli.

Sempre con un pennellino fine ho dipinto la staccionata, i cespugli, ed ho ultimato i rami ed il corpo del cespuglio di destra; una volta asciutto anche questo, con un pennello medio ho bagnato di acqua pulita la base del cottage e la vegetazione in sfondo, e dunque caricando la punta del pennello di giallo molto diluito ho creato dell epunte di sfumato chiaro per la resa delle piante alla base e sullo sfondo del dipinto.

Paesaggio con albero e nubi - acquerello su carta ruvida

Paesaggio con albero e nubi - acquerello su carta ruvida

La tecnica del bagnato sul bagnato è un espediente che mi risulta fondamentale per la resa di alcuni tipi di sfumature, ed oltre a dipingere con un colore su un altro strato oclorato ancora umido ho appreso dallo studio dell’arte cinese che è possibile bagnare con acqua pulita la carta, per poi applicarvi tratti o punte di colore per rendere sfumature e gradazioni di tono altrimenti impossibili da riprodurre.

Questo modo di dipingere è il “succo” di questo ulteriore studio di paesaggio, specialmente per quanto riguarda la resa del cielo e delle nubi, il tutto eseguito con lavaggi successivi, umido su umido, con varie tonalità di blu e terra di siena o terra di siena bruciata.

Una volta realizzato lo sfondo del paesaggio ho poi eseguito l’albero, i cespugli sullo sfondo e le cannedi bambù in primo piano con un pennellino fine.

La galleria dei 4 studi ad acquerello

Acquerello

Xiulong Posted in Acquerello, Studi, tentativi e riflessioni, Tecniche miste,Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
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L’acquerello è forse la tecnica pittorica che prediligo.

La trasparenza del medium è capace di creare dei giochi di colore e delle sfumature che davvero mi piacciono e mi affascinano, inoltre la velocità di esecuzione dei quadretti mi permette di realizzare schizzi di scorci inaspettati ed incontrati improvvisamente, catturandone i colori che più mi colpiscono.

Il primo vero e proprio ciclo di acquerelli che ho iniziato ad Ottobre del 2007 riguarda la città e la regione di Lijiang, ed in questa galleria ho riportato i lavori più interessanti che ho eseguito; l’idea su cui lavoro per quanto concerne Lijiang è la realizzazione di un taccuino di viaggio che, al posto delle classiche illustrazioni con foto, rechi i miei acquerelli ed i miei disegni a matita, così da esprimere fino in fondo quello che Lijiang è e significa per la mia persona.

Lo studio dell’acquerello però è una materia molto complessa e che necessita di dedizione, applicazione tecnica e precisione, dunque in quest’altra galleria, che aggiornerò via via con l’arrivo di nuovi lavori, riporto proprio quegli acquerelli realizzati nello studio dei paesaggi, nell’applicazione delle varie tecniche pittoriche e nella ricerca di uno stile personale e spontaneo.

Scambi

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Una delle cose più preziose della mia vita è lo scambio di qualcosa con qualcuno, la possibilità e la capacità di dare e ricevere qualcosa di mio a qualcuno e viceversa, e per quanto riguarda il mio piccolissimo ed insulso vissuto di pittura, questa capacità di scambio avviene tra me stesso ed un paesaggio, una persona, un quadro, una qualsiasi cosa che in qualche modo mi tocca, riverbera, entra in assonanza o dissonanza con me ed io con lei.

Scambi però si concretizza, quasi si sedimenta nel continuo gioco di relazioni reciproche tra l’arte occidentale e l’arte orientale, in un’altalena perenne di inserimento, fusione, diluizione di pigmenti orientali in pigmenti occidentali, di esperienze dovute e vissute a contatto con la Cina e la sua cultura trasposte nella mia vita, nella cultura e nella soietà della Firenze di questi ultimi 2 anni.

Lo studio della calligrafia cinese, della sigillografia (grazie Nicola per lo splendido lavoro) dell’arte pittorica cinese, delle stampe giapponesi, dell’arte indiana e dei rotoli tibetani buddisti, nonchè della poesia e dell’arte Pali – birmana, hanno creato, alimentano e creano tutt’ora scambi continui e vivi con la mia esperienza di pittura, sia per quanto riguarda i temi ed i soggetti, sia per quanto concerne le tecniche pittoriche, la struttura delle composizioni, l’organizzazione delle superfici pittoriche, la scelta cromatica, e mille mila altre cosine…

Pesci

Pesci. Acquerello su carta, cm 18 x 24 - Marzo 2008

3 Photos

Primavera

Primavera. Acquerello su carta, cm 18 x 24 - Aprile 2008

2 Photos

Passerotti

Passerotti. Acquerello su carta, cm 18 x 24 - Aprile 2008

2 Photos

He Tang, Cui Yu - Loto di stagno, Piume di giada

He Tang, Cui Yu - Loto di stagno, Piume di giada. Olio su tela, cm 40 x 20 - Febbraio 2008

45 Photos

Peonie

Peonie. Olio su tela, cm 25 x 15 - Gennaio 2008

36 Photos

Studi

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Giambologna: il ratto delle Sabine - Loggia della Signoria

Giambologna: il ratto delle Sabine - Loggia della Signoria

Studi raccoglie i tentativi e le riflessioni sui maestri del passato, e schizzi, disegni ed impressioni eseguiti ovunque.

Studi non vuole essere una raccolta di copie, (non ne sarei mai capace) ma vuole rappresentare e raccogliere i miei tentavi di studio verso quelle opere che mi hanno particolarmente toccato, ad esempio, per quanto riguarda la pittura occidentale, i quadri di Monet, Morisot e Renoir, l’acquerello Inglese, Raffaello, Van Gogh.

Indubbiamente il movimento impressionista è il momento della storia della pittura che più amo, assieme al romanticismo in Inghilterra e Germania.

Studi è allora una modalità di approccio che supera l’osservazione, e desidera stringere un po’ più gli occhi per tentare di capire e di metabolizzare queste enormi esperienze che scorrono di fronte alla mia vista, stimoli potenti e delicati, visibili ed invisibili, che richiedono una lettura esigente.

Stesso approccio con l’altro bandolo della mia matassa: l’amore verso l’arte orientale! Con la predilizione verso la pittura e la calligrafia cinese, i cui principi hanno profondamente influenzato il mio modo di vedere e di fare pittura, specialmente l’acquerello.

Anche nell’impressionismo (e prima, e dopo l’impressionismo) l’arte orientale ha influenzato enormemente quei pittori che sono argomento di “studi”, così come Hokusai, Hiroshige ed i maestri delle stampe nipponiche per Monet e gli altri impressionisti, così i maestri e le opere di Shu Fa sono parte della mia vita ed espressione.

Studi

Studi, schizzi ed impressioni

8 Photos

Renoir: ritratto

Renoir: ritratto Olio su tela, cm 40 x 30 - Maggio 2008

12 Photos

Morisot: Fillette au chien

Morisot: Fillette au chien, 1886. Olio su tela, cm 40 x 30 - Marzo 2008

31 Photos

Morisot: Julie aux pates des sables

Studi - Morisot: Julie aux pates des sables. Olio su tela, cm 40 x 30 - Marzo 2008

16 Photos

Composizione: scatola laccata e decorata, scatola Shu Fa Maobi e vaso cinese

Composizione con vaso, scatola in legno laccato e contenitore per pennello per Shufa; Olio su tela: cm 30 x 40 - Febbraio 2008

90 Photos

Manet: Roses et tulipes dans un vase

Manet: Roses et tulipes dans un vase. Olio su tela, cm 50 x 40 - Marzo 2008

40 Photos

Monet, I rosai nel giardino degli Hoschede a Montgeron

Studi - Monet: rosai nel giardino degli Hoschede a Montgeron. Olio su tela, cm 30 x 30 - Febbraio 2008

36 Photos

Composizione: spatola, vasetto, pennelli e tubetto

Composizione con vasetto e pennello su piano blu. Olio su tela, cm 40 x 25; Gennaio 2008

32 Photos

Morisot: Fillette au chien, 1886 – olio su tela, cm. 40 x 30

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Morisot: Fillette au chien, 1886 - olio su tela, cm. 30 x 40

Morisot: Fillette au chien, 1886 - olio su tela, cm. 30 x 40

Sempre colpito dalla bellezza e dall’espressività dei ritratti di Morisot a Giulie, mi sono cimentato nello studio di questo ritratto, in cui la ragazzina è ripresa seduta su una grande sedia di legno e con in collo un cagnolino bianco; sullo sfondo le piante verdi e l’erba giocano dei riflessi di luce, e dunque dei giochi di colore, incredibili.

Il quadro era difficilissimo da studiare, così come da approcciare e da dipingere!

Ho cercato di fare buon viso a cattivo gioco, di non fermarmi alle evidenti difficoltà ed errori nel dipingere, e di produrre comunque un qualcosa, che principalmente fosse spontaneo e dedito alla resa del colore ed allo studio della luce…

Il pessimo risultato è questo :-P

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Morisot: Julie aux pates de sable – olio su tela, cm. 30 x 40

Xiulong Posted in Olio su tela, Studi, tentativi e riflessioni,Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
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Morisot: Julie aux pates de sable - olio su tela, cm. 30 x 40

Morisot: Julie aux pates de sable - olio su tela, cm. 30 x 40

Nel mio secondo viaggio a Parigi mi sono preso un giorno interno da poter dedicare senza tregua allo studio dal vivo dei quadri impressionisti al Musée d’Orsay, ed è in questa occasione che sono rimasto estremamente colpito dalla pittura di Morisot, la pittrice che, a causa dei tempi e dei costumi della società di allora non poteva essere accettata all’Ecole des Beaux-Arts in quanto donna, e dunque studiò privatamente presso il pittore accademico Joseph Guichard, che poi la presentò a Corot, sotto la cui guida imparò a dipingere en plein air.
Nel 1868 conosce Édouard Manet, il quale le chiede di posare per lui: nel corso degli anni le dedicherà undici ritratti.
Lo stile di Morisot, che inisialmente ed ovviamente mostra l’influenza di Corot, col tempo viene plasmato dall’amicizia e dalla poetica di Manet divenendo personale ed unico mosrando una propria interpretazione dello “stile impressionista”; il tratto più sciolto, espressione di immediatezza, di spontaneità, utilizzo del bianco e di pennellate di colore vivace.

Al negozio/cartoleria di Orsay decisi quindi di comprare, insieme ad altri libri di pittura, una monografia dedicata a Morisot (in offerta) completa delle sue opere; tra esse il quadro della figlia mentre gioca con la rena nel cortile mi ha colpito enormemente.

L’atmosfera del quadro che mi arriva è di estrema pace, con una luce diffusa e baciante, e m’immagino questo cortile attraversato da una leggera brezzolina che spalma insieme ai colori il profumo dei fiori dell’aiola al lato di Jiulie.

Realizzare questo quadro è stato molto divertente, il soggetto mi piaceva davvero tantissimo…

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