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Beijing 北京 – Pechino

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Beijing 北京 - Pechino: matita colorata su carta, cm 19 x 23

Beijing 北京 - Pechino: matita colorata su carta, cm 19 x 23

l’Italia è il mio paese, e Pechino la mia quasi-città

Ilario Fiore, “Mal di Cina” : 13

Premio Italia per le arti visive 2009

Xiulong Posted in Pensieri, concorsi, matita,Tags: , , ,
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Mal di Cina

Mal di Cina, particolare

Con molto ritardo, dovuto ad una serie concatenata d’impegni ed imprevisti, voglio scrivere due righe sul Premio Italia per le Arti Visive 2009, concorso di belle arti al quale ho partecipato con “Mal di Cina”, ritratto a matita di una bambina tibetana dello Yunnan,  basato e partito dalla fotografia “Bambina di un villaggio nei pressi del monastero Songzanlin” di Gianni Limonta in “YunnanCina” pubblicato nel 2000 dalla Leonardo Arte, di cui già scrissi mentre ero impegnato allo stesso ritratto.

Il lavoro a matita, iscritto alla sezione grafica, è stato premiato con la possibilità di esporlo assieme ad altri miei lavori alla Galleria del Candelaio, in Via Fra’ Giovanni Angelico a Firenze.

Il catalogo della mostra, che ho scannerizzato in parte, riporta sia la presentazione della manifestazione, sia il verbale della giuria e le opere in gara: ho riprodotto le pagine sia in un unico pdf, sia come galleria d’immagini.

All’esposizione che “Mal di Cina” mi ha fatto vincere ho portato 4 lavori in tutto: 2 matite – Mal di Cina e 耶稣誕生 Yēsū Dànshēng, Natività - e 2 acquerelli - Crook Gill packhorse Bridge, Yorkshire (il cui titolo in mostra però è “ritratto a Matteo Ricci”) e  节奏 jié zòu – ritmo, varietà; 耶稣誕生 Yēsū Dànshēng che nel frattempo avevo presentato al concorso XVII Premio Firenze 2009, era appena stato premiato.

Mal di Cina, particolare

Mal di Cina

Xiulong Posted in Acquerello, Appunti, Pensieri, Persone, Studi, tentativi e riflessioni, Tecniche miste,Tags: , , , , , , , , , , , ,
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Mal di Cina, mentre lavoro, qualche settimana fa

Mal di Cina, mentre lavoro, qualche settimana fa

 

Sono alla prese con un lavoro che mi piace infinitamente, e che ritrae a matita una bambina tibetana dello Yunnan, e si basa sulla fotografia “Bambina di un villaggio nei pressi del monastero Songzanlin” di Gianni Limonta in “YunnanCina” pubblicato nel 2000 dalla Leonardo Arte.

Bambina di un villaggio presso Songzanlin, Yunnan

Bambina di un villaggio presso Songzanlin, Yunnan

Lo schizzo preparatorio  eseguito a tecnica mista , acquerello e matita colorata su carta da spolvero rosa, è stato selezionato per la copertina del libro “Benvenuti nel paese delle donne, i Moso. un viaggio ai confini del Tibet” di Francesca Rosati Freeman, edito dalla XL edizioni ( http://www.xledizioni.com ), attualmente in pubblicazione ( http://www.xledizioni.splinder.com ).

copertina

Francesca Rosati Freeman, "Benventui nel paese delle donne, i Moso: un viaggio ai confini del Tibet"

Questo è anche il ritratto del sentimento personale di immensa nostalgia per la Cina, in particolar modo dei paesaggi umani incontrati nel mio pellegrinaggio lungo la porzione nord-occidentale della provincia dello Yunnan, ai piedi del Tibet.

Il titolo è anche citazione dell’opera omonima di Ilario Fiore che ben descrive sintomi e sentimenti del mal di Cina.

La bambina di Songzanlin è l’incarnazione della bellezza vissuta laggiù, di volti di terracotta dalle gote arrossate dal sole, di espressioni fiere ed al contempo timorose con sguardi di perla, della festa di colori dei costumi tradizionali delle minoranze dello Yunnan, un’enorme ricchezza ed una sconfinata varietà etnica, culturale ed artistica di quella provincia ai confini dello Sichuan e del Tibet, una delle visioni più toccanti che quotidianamente rivive nei miei pensieri e nei miei ricordi di Cina.

Il monastero di Songzanlin è un complesso religioso la cui fondazione risale a circa 300 anni fa, e nella sua imponente struttura vivono dai 200 ai 300 monaci buddisti. La via per accedere al monastero è circondata da vecchi edifici fatti di terra essiccata e legno, con improvvisi lampi di calce bianca, uno sfondo unico e silenzioso in cui appaiono e veleggiano macchie porpora e rosa: i monaci al lavoro e le bambine del villaggio limitrofo dalle vesti fuxia, con copricapi sgargianti, decorati con motivi floreali, dai volti dolci e baciati dal sole, che desiderano vendere piccoli oggetti dell’artigianato locale ai visitatori.

Il monastero si trova presso la città di Zongdian, conosciuta anche con il nome di Shangri-la, distante circa 200 km a Nord di Lijiang, crocevia etnico-culturale e capitale della religione Dongba e della tradizione manoscritta pittografica del popolo Naxi.

Lijiang, Zongdian ed i loro abitanti sono alcune gemme del variopinto e prezioso scrigno dello Yunnan, a sua volta parte dell’immenso tesoro della Cina. Questa provincia sud-occidentale abbraccia la più grande varietà di visioni e paesaggi di tutta la Cina, partendo dalla giungla del sud al confine con Laos e Myanmar (Birmania) e giungendo a nord fino alle imponenti montagne del Tibet, un altopiano di terra rossa solcato da fiumi imponenti come lo Yangtse, il Mekong ed il Salween.

La ricchezza naturale si esterna con il brulicare della vita in tutte le sue espressioni e varietà: delle 30.000 specie di piante viventi in Cina 18.000 si trovano in Yunnan, così come per la fauna, e sul suo territorio vivono ben 25 delle 56 minoranze etniche cinesi.

Mal di Cina, pochi giorni fa

Mal di Cina, pochi giorni fa

Il volto, gli occhi, l’esplosione di colori degli abiti della bambina di Songzanlin, una bimba tibetana, è il ritratto di questa abbagliante varietà e della ricchezza variopinta che ho incontrato nel mio pellegrinaggio nel 2005, al cui ritorno sono stato afflitto da inevitabile mal di Cina.