Posts Tagged ‘colore’

Moleskine, quaderni di studio di acquerello e Shufa

Xiulong Posted in Acquerello, Moleskine, Pensieri, Scambi, Sguardi, Studi, tentativi e riflessioni, shufa,Tags: , , , ,
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Fox drinking

Fox drinking, chinese watercolor

A Pechino, per i 2 mesi e mezzo di Cina dell’estate del 2005, scrissi un diario che divenne il mio confidente ed il mio sfogo, un inconsapevole modo di praticre il secondo veicolo rang-rtogs gshen-rab kyi theg-pa, cioè uno stato simile allla sautrantikas, ossia il veicolo di coloro che tentano di capire per mezzo di se stessi, senza maestro.

Una pratica in cui cercavo di capire ed assimilare, ruminare, la mole infinta di insegnamenti e di visioni che Pechino e la Cina mi offrivano quotidianamente, una sorta di trasformatismo in scrittur della pratica meditativa.

Intanto, nella libreria di Xidan - sempre a Pechino – venivo in contatto con i numerosissimi diari di viaggio di quei ciniesi ce come intuito da Ilario Fiore, desiderosi di affacciarsi al mondo,registravano le porprie impressioni della Cina e del mondo su diari di viaggio incredibilmente belli, di una freschezza ed una luminosità incredibile, in cui a farla da padrone non c’era la precisione di uno scatto fotografico, ma il colore.

Colore puro e colore diluito, l’essenza della bella arte – 美术 meishu.

In un susseguirsi vorticoso di immagini puramente immagini ed immagini ideogrammi…, l’origine e lo stato attuale di una delle scritture più antiche della terra.

Appena tornato dalla Cina, a fine Settembre del 2005, Mei mi portò alla libreria Edison di Piazza della Repubblica a Firenze, per farmi vedere il diario di viaggio di Stefano Faravelli, intitolato semplicemente  Cina. Un capolavoro, lavoro stupendo, che mi riportò ed ancora oggi mi riporta nel regno di mezzo, con i ritratti del sacerdote Dongba di Dongba Gong a Lijiang, un mondo del quale ho sempre nostalgia essendomi ammalato di Mal di Cina, un universo dal quale solo ed esclusivamente per una persona che si trova in questa piccola ed agonizzante terra che in Cinese si chiama 意大利 Yidali - grandi aspettative e grandi vantaggi.

Adesso sono passati 4 anni. Con lei al mio fianco non ero più solo tornndo in Cina, mostrandole Tian Tan appannato dalla nebbia proficua dell’alba di Beijing e dalle lacrime di fratelli e sorelle ritrovati…così come abbiamo ritrovato altri taccuini di viaggio, altre pennelate che, come quelle pennellate di Cina di Faravelli, come le foto di Gianni Limonta sullo Yunnan, mi hanno spinto.

Spinta anche a compiere i miei studi ed i miei esercizi di pittura su due moleskine, una interamente dedicata allo studio delle shufa, ed una di acquerelli liberi.

Moleskine – Shufa

Lo studio dell’arte Cinese, 美术 mei shu, mi appassiona immensamente.

L’uso monocromatico dell’inchiostro e del colore mi impressiona e mi trasmette vibrazioni profonde, diverse da quelle trasmesse dall’arte occidentale che ammiro e conosc, propria della mia cultura e del mio mondo; solo l’Impressionismo ed alcune opere del post-impressionismo sento vicine alla ricerca che attuo nello studio dell’arte e nel dipingere.

Le pagine dei miei studi

Moleskine – Acquerelli

L’acquerello è il medium che prediligo.

Prima di tutto perchè dove vivo adesso non ho spazio per allestire un cavalletto e per dipingere ad olio, e poi perchè sento l’acquerello molto più vicino all’arte cinese, dunque mi permette di studiare e sperimentare impressioni e tentativi che poi, un giorno, potrò applicare alla pittura ad olio.

Queste sono le pagine dei miei studi

Moleskine

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A Pechino, per i 2 mesi e mezzo di Cina dell’estate del 2005, scrissi un diario che divenne il mio confidente ed il mio sfogo, un inconsapevole modo di praticre il secondo veicolo rang-rtogs gshen-rab kyi theg-pa, cioè uno stato simile allla sautrantikas, ossia il veicolo di coloro che tentano di capire per mezzo di se stessi, senza maestro.

Una pratica in cui cercavo di capire ed assimilare, ruminare, la mole infinta di insegnamenti e di visioni che Pechino e la Cina mi offrivano quotidianamente, una sorta di trasformatismo in scrittur della pratica meditativa.

Intanto, nella libreria di Xidan - sempre a Pechino – venivo in contatto con i numerosissimi diari di viaggio di quei ciniesi ce come intuito da Ilario Fiore, desiderosi di affacciarsi al mondo,registravano le porprie impressioni della Cina e del mondo su diari di viaggio incredibilmente belli, di una freschezza ed una luminosità incredibile, in cui a farla da padrone non c’era la precisione di uno scatto fotografico, ma il colore.

Colore puro e colore diluito, l’essenza della bella arte – 美术 meishu.

In un susseguirsi vorticoso di immagini puramente immagini ed immagini ideogrammi…, l’origine e lo stato attuale di una delle scritture più antiche della terra.

Appena tornato dalla Cina, a fine Settembre del 2005, Mei mi portò alla libreria Edison di Piazza della Repubblica a Firenze, per farmi vedere il diario di viaggio di Stefano Faravelli, intitolato semplicemente  Cina. Un capolavoro, lavoro stupendo, che mi riportò ed ancora oggi mi riporta nel regno di mezzo, con i ritratti del sacerdote Dongba di Dongba Gong a Lijiang, un mondo del quale ho sempre nostalgia essendomi ammalato di Mal di Cina, un universo dal quale solo ed esclusivamente per una persona che si trova in questa piccola ed agonizzante terra che in Cinese si chiama 意大利 Yidali - grandi aspettative e grandi vantaggi.

Adesso sono passati 4 anni. Con lei al mio fianco non ero più solo tornndo in Cina, mostrandole Tian Tan appannato dalla nebbia proficua dell’alba di Beijing e dalle lacrime di fratelli e sorelle ritrovati…così come abbiamo ritrovato altri taccuini di viaggio, altre pennelate che, come quelle pennellate di Cina di Faravelli, come le foto di Gianni Limonta sullo Yunnan, mi hanno spinto.

Spinta anche a compiere i miei studi ed i miei esercizi di pittura su due moleskine, una interamente dedicata allo studio delle shufa, ed una di acquerelli liberi.

Moleskine – Shufa

Lo studio dell’arte Cinese, 美术 mei shu, mi appassiona immensamente.

L’uso monocromatico dell’inchiostro e del colore mi impressiona e mi trasmette vibrazioni profonde, diverse da quelle trasmesse dall’arte occidentale che ammiro e conosc, propria della mia cultura e del mio mondo; solo l’Impressionismo ed alcune opere del post-impressionismo sento vicine alla ricerca che attuo nello studio dell’arte e nel dipingere.

Le pagine dei miei studi

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Moleskine – Acquerelli

L’acquerello è il medium che prediligo.

Prima di tutto perchè dove vivo adesso non ho spazio per allestire un cavalletto e per dipingere ad olio, e poi perchè sento l’acquerello molto più vicino all’arte cinese, dunque mi permette di studiare e sperimentare impressioni e tentativi che poi, un giorno, potrò applicare alla pittura ad olio.

Queste sono le pagine dei miei studi

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秋风清,秋月明 – Li Bai chanson d’automne

Xiulong Posted in Acquerello, Pensieri, Studi, tentativi e riflessioni,Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
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秋风清,秋月明。落叶聚还散,寒鸦栖复惊。 相思相见知何日,此时此夜难为情。

Sir William Hill, Derbyshire - acquerello su carta ruvida

Sir William Hill, Derbyshire - acquerello su carta ruvida

Li Bai è incredibile, ed il suono della sua poesia mi piace da morire, così come, ora come ora, mi piacciono da morire le poesie di Verlene e di Rimbaud e come scrive Jean P. Faye: destrutturalismo, traformativismo, wo dou xihuan!

Rimbaud scriveva al professor Georges  Izambard: “Voglio essere poeta, e lavoro a rendermi Veggente : lei non ci capirà niente, e io quasi non saprei spiegarle.
Si tratta di arrivare  all’ignoto mediante lo sregolamento di  tutti i  sensi.
Le sofferenze sono enormi, ma bisogna  essere forti, essere nati poeti, e io mi sono  riconosciuto poeta.
Non è affatto colpa mia.
È  falso dire: Io penso, si dovrebbe dire: mi si pensa.
Scusi il gioco di parole. IO è un altro

Chi sono io? Chi sono gli altri?  E chi sarei io senza gli altri? Davvero io posso essere così cattivo, ladro, bugiardo, approfittatore, traditore come gli altri mi pensano? Davvero poi io posso essere fedele, giusto, incorruttibile, bello, bravo come ancora altri mi pensano?

IO è un altro…, e questo autunno è decisamente caldo ed umido, ed a Firenze la mattina presto, ci sono albe spettacolari che posso ammirare mentre studio o faccio Taiji dalla finestra della mia camera.

Nessuna vergogna.

Nessuna vergogna, come so che qualche cervello pensa di me,  – ad ammettere di “essermi ridotto” a far Taiji nella mia camera di mattina -

Libertà! Molto meglio la libertà di fare cosa mi pare e come mi pare che dover scendere a patti anche in questa ridottissima e privatissima sfera della mia vita. Molto meglio sbagliare con le proprie gambe e con le proprie anche intorpidite e saldate che dover sottostare a quello che dice il maestro!

E poi…maestro? Che maestro? Dov’è? E maestro di chi?

Perchè tutti chiamano ed identificano il maestro in qualcuno, vuol dire che questo qualcuno è maestro?

Io è un altro…, e nel sutra del loto c’è scritto, a proposito di noi stessi, di trattare l’altro con bontà a prescindere dalla bontà che l’altro adopera nel trattarci…, ed io interpreto nel mio piccolo cervello che la bontà, per essere veramente bontà, non deve essere condizionata da couli alla quale la destiniamo…: troppo facile trattar bene chi ci piace e riservare il trattamento di bontà a coloro che non ci aggradano!

Come dire: il fine della bontà è la bontà…, dunque il fine della bontà non può essere che la pratica della bontà stessa, senza altro prima, senza altro dopo, e… beh!

Beh…

Se ne deduce che allora io decisamente non sia il virtuoso di cui parla il sutra del loto, e questo il mio piccolo cervello pensa! Se si concentra su quel versetto del sutra del loto, presente e tradotto in altre forme, come non fare quello che non vorresti sia fatto a te (qui però l’abile traduttore ha posto il solito divieto…, una prassi della chiesa con la c minuscola che ben conosco)

Beh…, in questo argomento io davvero sono molto lontano dal potermi dire coerente, sebbene ammiri profondamente queste parole e cerchi ovunque un loro riscontro: mi rendo conto di essere altamente infiammabile, una crepa di rottura in una pietra ed una nota stonata in certe sinfonie, soprattutto perchè non appena mi dileguo da alcuni ambienti tutto magicamente si dipinge di amena e sorridente realtà, tutti divengono amici sinceri ed inseparabili, tutti amano convivere insieme e stringersi in un irrefrenabile e sorridente abbraccio di vera amicizia…e…beh, ed io?

Io è un altro!

E come a Tian Tan, nel 2005

Già nel 2005,,,quasi 4 anni fa! Come si cambia in 4 anni

Ogni mattina, stamani come l’alba del 11 Agosto dalla porta Ovest di Tian Tan,  il sole che sbuca colora un po’ come gli pare il cielo e le nuvole di un mondo in cui tutti viviamo, anche io, sebbene non ne sia degno, vivo…, e allora l’alba ha a anche un’altra dimensione, la dimensione del risveglio, un’uscita colorata e luminosa dal torpore e dalla nebbia che davvero mi affascina enormemente, e costituisce un tema che voglio dipingere…

L’acquerello di nuovo si presenta come il medium che più mi piace per rappresentare l’alba fumante e nebbiosa di queste mattine calde ed umide, la tecnica del wet on wet di nuovo il metodo più ganzo da applicare per rendere sulla bella carta ruvida e spessa quanto questa aria si umida e feconda.

Misty Pool - less misty by darker tones

Misty Pool - less misty by darker tones

Questa alba, come quelle del Settembre del 2005, nel mio cuore niente è cambiato sebbene tutto sia mutato, ed ogni io è al suo posto: il maestro è il maestro, l’allievo si allena e ripete, i ruffiani girellano come sciacalli intorno alla nuova preda da spolpare, nelle case convivono amici pronti ad aiutarsi ed estremamente leali, chi amo è sempre nel mio cuore, chi odio è già morto e non lo sa.

Stamattina, come Sabato pomeriggio scorso, come nell’estate del 2005 a Tian Tan, l’alba ha dipinto un quadro per me, ed io lo ammiro mentre si dissolve nella pienezza del giorno, mentre assaporo il colore del legno degli alberi bagnati dalla nebbia rossa e gialla, mentre io cammino verso la scalinata del tempio del cielo, mentre il fiume scorre

Misty Pool - very misty by lighter tones

Misty Pool - very misty by lighter tones

verso il mare, mentre lei dorme nel suo letto piccolo e caldo, io qui dipingo di nuovo questa scena, oggi più chiara di quella dell’altra volta…

E quando lavoro con l’acquerello, con la tecnica del Wet in Wet, una meravigliosa atmoesfera prende vita da una tecnica semplice come l’acqua, che si impregna di vita e si arricchisce dei colori…

Così come un allenamento, così un dipinto non potrebbe mai e poi mai essere confinato al solo alberello od alla staccionata in primo piano…, e per quanto io possa riempire centinaia di migliaia di fogli con schizzi di alberelli e staccionate, il farli perfetti e bellissimi in ciascun singolo sketch, non potrà mai essere la stessa cosa del dipingere questi alberi e questa staccionata nella sequenza di un acquerello intero!

Io è un altro, questo alberello non è “l’alberello”, ma è l’alberello di questa misty pool, che è lo stesso, ma diverso di quella più scura…yong yi yang, yong bu yi yang!

Perchè il fine di questo mio dipingere,,,quale è?

E poi?

Un ponte?

Crook Gill packhorse Bridge, Yorkshire

Crook Gill packhorse Bridge, Yorkshire

Si, un piccolo ponte che appare nell’alba nebbiosa dello Yorkshire, un ponte che collega qualcosa a qualcos’altro, qualcuno a qualcun’altro, che mi rende veggente, che mi permette di vedere qualcosa oltre l’apparenza sfocata della mia miopia…: si tratta di arrivare all’ignoto, mediante lo sregolamento di tutti i sensi…, perchè il fine del poeta è essere poeta, così come il fine del mio dipingere è dipingere, così come il fine del mio scrivere è lo scrivere, così come il fine della mia pratica è la mia pratica…

Acquerelli: toni, colori

Xiulong Posted in Acquerello, Sguardi, Studi, tentativi e riflessioni, Tecniche miste,Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
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In questi piccoli studi ad acquerello ho cercato di studiare e dedicarmi all’esplorazione dei toni e dei colori.

Riflessi di un sentiero - acquerello e pastello acquarellabile su carta ruvida

Riflessi di un sentiero - acquerello e pastello acquarellabile su carta ruvida

Il primo studio che ho eseguito è realizzato ad acquerello su una base di pastello acquarellabile: i pastelli acquarellabili sono presenti in 3 diverse tipologie e graduazioni, e la mediana è quella più lggera e molto adatta alla costruzione di zone di sfondo, mentre la grana morbida rende colori più scuri ed intensi.

Ho utilizzato i pastelli in 2 differenti tecniche: per prima cosa ho disegnato in chiaroscuro su carta asciutta le zone di colore principali, realizzando velocemente uno schizzo del paesaggio da dipingere, ed utilizzando solamente il pastello nero, calcando e ritornando sopra alle zone più scure e lasciando in bianco due piccole zone di foglio per la resa dell’acqua in due pozzanghere alla base del disegno.

Subito dopo ho applicato un lavaggio con un pennello medio grande sulla grafite, così da fissarne il pigmento sul foglio ed iniziare a sfumare dove necessario le parti di colore, specialmente nel terreno e nei cespugli in primo piano e nel cielo sullo sfondo; con la stessa matita appuntita ho lavorato sulla carta umida per aggiungere alcuni dettagli.

Poi, con un pennello più fine, ho eseguito il lavaggio del tronco dell’albero e dei suoi rami, sempre lavorando su carta umida ho aggiunto ancora altri dettagli, e con un pennellino fine (rigger) ho dipinto i rametti ed i dettagli del cespuglio e dei due paletti di legno della staccionata a destra.

A questo punto la maggior parte dei dettagli del paesaggio erano stati fissati.

Ho poi eseguito un ultimo lavaggio sulla parte monocromatica, utilizzando il Giallo e la terra di siena molto diluita per il cielo, terra di siena bruciata per il terreno ed una punta di rosso con terra di siena per la zona dell’orizzonte.

Pembrokeshire al tramonto - acquerello e pastello acquarellabile su carta ruvida

Pembrokeshire al tramonto - acquerello e pastello acquarellabile su carta ruvida

Sempre con pastello acquarellabile nero ho eseguito lo schizzo monocromatico del secondo studio, un paesaggio al tramonto nel Pembrokeshire, tratto da una foto di Carn Llidi: anche in questo caso la prima parte dell’acquerello è interamente a pastello nero, calcaro nel primo piano costituito dal terreno e dalle case, molto leggero nel secondo piano, appena accennato nel cielo.

Al primo lavaggio con acqua pulita per fissare la grafite, ho realizzato un lavaggio con rosso molto diluito per la resa del cielo, applicato anche al secondo piano ed al primo piano, lasciando in bianco la parte del disco solare; mentre il lavaggio in rosso era sempre umido, ho applicato alcuni lavaggi in giallo nel cielo e sul bordo delle alture in secondo piano, e con acquerello nero ho lavato il primo piano.

Con un rigger ho eseguito le siluette dei tetti e definito i rami in primo piano, mentre dopo aver bagnato il disco solare in bianco con acqua pulita, ho eseguito alcuni tocchi con il pastello acquarellabile giallo cadmio definendo così il sole.

Questi due studi a pastello acquarellabile sono stati molto interessanti, perchè mi hanno permesso di sperimentare una buona tecnica pittorica per l’esecuzione di alcuni schizzi rapidi poi da rimaneggiare e completare in un secondo momento in studio.

Cottage ad Evendine Lane nel Colwall - acquerello su carta ruvida

Cottage ad Evendine Lane nel Colwall - acquerello su carta ruvida

L’effetto dello sfumato sul tronco d’albero del primo studio di paesaggio mi è piaciuto, ed ho cercato di realizzarlo anche su questo secondo studio di paesaggio, un Cottage nel Colwall, ad Evendine Lane, in cui però ho usato solo l’acquerello senza i pastelli.

Per prima cosa ho realizzato una traccia amatita leggera della siluette del cottage e delle “linee” di confine dei vari piani pittorici, dunque ho eseguito un lavaggio con giallo e terra di siena, aggiungendo delle punte di blu e nero per suggerire profondità dei piani.

Una volta asciutto il lavaggio, con un pennellino fine, ho eseguito le figure dei due alberi ed ho accennato il cespuglio in primo piano a destra, mentre con un pennello medio fine ho sfumato le basi dei tronchi ed ho dipinto la vagetazione dietro la casa, sempre dipingendo bagnato sul bagnato.

Infine, una volta asciugato, ho dipinto le sfumature sulle mura e sui tetti della casa, e con un rigger ho realizzato i dettagli.

Sempre con un pennellino fine ho dipinto la staccionata, i cespugli, ed ho ultimato i rami ed il corpo del cespuglio di destra; una volta asciutto anche questo, con un pennello medio ho bagnato di acqua pulita la base del cottage e la vegetazione in sfondo, e dunque caricando la punta del pennello di giallo molto diluito ho creato dell epunte di sfumato chiaro per la resa delle piante alla base e sullo sfondo del dipinto.

Paesaggio con albero e nubi - acquerello su carta ruvida

Paesaggio con albero e nubi - acquerello su carta ruvida

La tecnica del bagnato sul bagnato è un espediente che mi risulta fondamentale per la resa di alcuni tipi di sfumature, ed oltre a dipingere con un colore su un altro strato oclorato ancora umido ho appreso dallo studio dell’arte cinese che è possibile bagnare con acqua pulita la carta, per poi applicarvi tratti o punte di colore per rendere sfumature e gradazioni di tono altrimenti impossibili da riprodurre.

Questo modo di dipingere è il “succo” di questo ulteriore studio di paesaggio, specialmente per quanto riguarda la resa del cielo e delle nubi, il tutto eseguito con lavaggi successivi, umido su umido, con varie tonalità di blu e terra di siena o terra di siena bruciata.

Una volta realizzato lo sfondo del paesaggio ho poi eseguito l’albero, i cespugli sullo sfondo e le cannedi bambù in primo piano con un pennellino fine.

La galleria dei 4 studi ad acquerello

Pesci – acquerello su carta ruvida, cm 14 x 21

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Pesci - acquerello su carta ruvida, cm 14 x 21

Pesci - acquerello su carta ruvida, cm 14 x 21

Questo acquerello rappresenta un tema ricorrente della pittura e della calligrafia cinese ed orientale (specialmente Giapponese), una coppia di pesci, detti anche pesci Yin Yang.

Per eseguire lo sfumato e simulare l’effetto dell’inchiostro sulla carta per Shufa ho bagnato con acqua pulita tutta la superficie del foglio, e dunque ho lavorato con la tecnica wet on wet – umido su umido con varie tonalità di blu oltremare.

Una volta asciugata questa sorta di campitura, ho nuovamente bagnato con acqua pulita la superficie centrale del foglio, e dunque ho eseguito i due pesci sempre lavorando in wet on wet; ho poi lasciato asciugare il tutto.

Infine, nuovamente dopo un attenta ribagnatura con acqua pulita del corpo dei due pesci, ho eseguito con terra di siena bruciata mista a nero l’accenno alle squame e le linee dei contorni più scure e, con una punta di rosso diluito, la macchia di colore sul dorso dei due pesci.

Acquerello

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L’acquerello è forse la tecnica pittorica che prediligo.

La trasparenza del medium è capace di creare dei giochi di colore e delle sfumature che davvero mi piacciono e mi affascinano, inoltre la velocità di esecuzione dei quadretti mi permette di realizzare schizzi di scorci inaspettati ed incontrati improvvisamente, catturandone i colori che più mi colpiscono.

Il primo vero e proprio ciclo di acquerelli che ho iniziato ad Ottobre del 2007 riguarda la città e la regione di Lijiang, ed in questa galleria ho riportato i lavori più interessanti che ho eseguito; l’idea su cui lavoro per quanto concerne Lijiang è la realizzazione di un taccuino di viaggio che, al posto delle classiche illustrazioni con foto, rechi i miei acquerelli ed i miei disegni a matita, così da esprimere fino in fondo quello che Lijiang è e significa per la mia persona.

Lo studio dell’acquerello però è una materia molto complessa e che necessita di dedizione, applicazione tecnica e precisione, dunque in quest’altra galleria, che aggiornerò via via con l’arrivo di nuovi lavori, riporto proprio quegli acquerelli realizzati nello studio dei paesaggi, nell’applicazione delle varie tecniche pittoriche e nella ricerca di uno stile personale e spontaneo.

Renoir: ritratto – olio su tela, cm. 30 x 40

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Renoir: ritratto - olio su tela, cm. 30 x 40

Renoir: ritratto - olio su tela, cm. 30 x 40

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Macchina alla Cartiera di Tirrenia – olio su tela, cm. 70 x 50

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Macchina alla Cartiera di Tirrenia - olio su tela, cm. 70 x 50

Macchina alla Cartiera di Tirrenia - olio su tela, cm. 70 x 50

Questo quadro, olio su tela, cm. 70 x 50, dipnto ad Aprile del 2008, ritrae una macchina mezza distrutta parcheggiata ormai da anni in una strada che, all’altezza della Cartiera di Tirrenia, porta al negozio di semi-ingrosso di materiale per le belle arti di Livorno, Ricci Arte.

Trovandomi abbastanza spesso a passare di laggiù, per andare a rifornirmi di tubetti di colore, di tele e/o telai, sempre m’imbattevo in questa macchina che è stupenda, e dunque le scattai alcune foto cercando di cogliere uno scorcio interessante, includendo anche le ciminiere della vicinissima Centrale Elettrica di Livorno, e dunque una volta studiato il soggetto con uno schizzo ad acquerello, ho deciso di dipingerlo ad olio.

Il quadro è pieno di errori :-) prima di tutto manca di prospettiva More »

Morisot: Fillette au chien, 1886 – olio su tela, cm. 40 x 30

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Morisot: Fillette au chien, 1886 - olio su tela, cm. 30 x 40

Morisot: Fillette au chien, 1886 - olio su tela, cm. 30 x 40

Sempre colpito dalla bellezza e dall’espressività dei ritratti di Morisot a Giulie, mi sono cimentato nello studio di questo ritratto, in cui la ragazzina è ripresa seduta su una grande sedia di legno e con in collo un cagnolino bianco; sullo sfondo le piante verdi e l’erba giocano dei riflessi di luce, e dunque dei giochi di colore, incredibili.

Il quadro era difficilissimo da studiare, così come da approcciare e da dipingere!

Ho cercato di fare buon viso a cattivo gioco, di non fermarmi alle evidenti difficoltà ed errori nel dipingere, e di produrre comunque un qualcosa, che principalmente fosse spontaneo e dedito alla resa del colore ed allo studio della luce…

Il pessimo risultato è questo :-P

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Morisot: Julie aux pates de sable – olio su tela, cm. 30 x 40

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Morisot: Julie aux pates de sable - olio su tela, cm. 30 x 40

Morisot: Julie aux pates de sable - olio su tela, cm. 30 x 40

Nel mio secondo viaggio a Parigi mi sono preso un giorno interno da poter dedicare senza tregua allo studio dal vivo dei quadri impressionisti al Musée d’Orsay, ed è in questa occasione che sono rimasto estremamente colpito dalla pittura di Morisot, la pittrice che, a causa dei tempi e dei costumi della società di allora non poteva essere accettata all’Ecole des Beaux-Arts in quanto donna, e dunque studiò privatamente presso il pittore accademico Joseph Guichard, che poi la presentò a Corot, sotto la cui guida imparò a dipingere en plein air.
Nel 1868 conosce Édouard Manet, il quale le chiede di posare per lui: nel corso degli anni le dedicherà undici ritratti.
Lo stile di Morisot, che inisialmente ed ovviamente mostra l’influenza di Corot, col tempo viene plasmato dall’amicizia e dalla poetica di Manet divenendo personale ed unico mosrando una propria interpretazione dello “stile impressionista”; il tratto più sciolto, espressione di immediatezza, di spontaneità, utilizzo del bianco e di pennellate di colore vivace.

Al negozio/cartoleria di Orsay decisi quindi di comprare, insieme ad altri libri di pittura, una monografia dedicata a Morisot (in offerta) completa delle sue opere; tra esse il quadro della figlia mentre gioca con la rena nel cortile mi ha colpito enormemente.

L’atmosfera del quadro che mi arriva è di estrema pace, con una luce diffusa e baciante, e m’immagino questo cortile attraversato da una leggera brezzolina che spalma insieme ai colori il profumo dei fiori dell’aiola al lato di Jiulie.

Realizzare questo quadro è stato molto divertente, il soggetto mi piaceva davvero tantissimo…

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