Ormai è un mesetto che lavoro su Zaofan 早饭 - colazione, matita su cartoncino nero, misure…emm, non ricordo

Zaofan 早饭 - colazione
Nel 2005, appena tornato dalla Cina, rimasi colpito da un quadro raffigurato nella rivista exChange, di cui trovavamo copie al Beijing Kuai Candian di Lisa e Dani. Il quadro raffigura la baracca di un cantiere edile, e s’intitola 打工图 dǎgōng tú del pittore 徐惟辛Xu Weixin.

徐惟辛 Xu Weixin - 打工图 dǎgōng tú
Ho sempre legato quest’immagine immortalata da 惟辛 come un flash scattato durante una colazione, o massimo una cena, di una delle miriadi di squadre di operai che a turni si alternano nei cantieri sempre al lavoro, letteralmente brulicanti! Una visione che comunque avevo visto molto bene nella Pechino di Nanli Shilu, e che abbiamo rivissuto spesso a Shanghai quest’estate.
Ho quindi iniziato a lavorare questa matita su cartoncino nero, intitolando il lavoro Zaofan 早饭 - colazione…
L’intento ovviamente non è quello di copiare un quadro! Il mio sarebbe un omaggio a questo grandissimo pittore, ed alla Cina più bella che ho avuto la fortuna di vivere ed alla quale mi sento profondamente parte. I ritratti di 惟辛 mi piacciono immensamente, ed sento nei suoi volti qualcosa di eccezionale, sento questi quadri vicini sia alle alienate monomani di Géricault sia ai mangiatori di patate di Van Gogh.
La strada è lunga, 慢慢来。。。
A Pechino, per i 2 mesi e mezzo di Cina dell’estate del 2005, scrissi un diario che divenne il mio confidente ed il mio sfogo, un inconsapevole modo di praticre il secondo veicolo rang-rtogs gshen-rab kyi theg-pa, cioè uno stato simile allla sautrantikas, ossia il veicolo di coloro che tentano di capire per mezzo di se stessi, senza maestro.
Una pratica in cui cercavo di capire ed assimilare, ruminare, la mole infinta di insegnamenti e di visioni che Pechino e la Cina mi offrivano quotidianamente, una sorta di trasformatismo in scrittur della pratica meditativa.
Intanto, nella libreria di Xidan - sempre a Pechino - venivo in contatto con i numerosissimi diari di viaggio di quei ciniesi ce come intuito da Ilario Fiore, desiderosi di affacciarsi al mondo,registravano le porprie impressioni della Cina e del mondo su diari di viaggio incredibilmente belli, di una freschezza ed una luminosità incredibile, in cui a farla da padrone non c’era la precisione di uno scatto fotografico, ma il colore.
Colore puro e colore diluito, l’essenza della bella arte - 美术 meishu.
In un susseguirsi vorticoso di immagini puramente immagini ed immagini ideogrammi…, l’origine e lo stato attuale di una delle scritture più antiche della terra.
Appena tornato dalla Cina, a fine Settembre del 2005, Mei mi portò alla libreria Edison di Piazza della Repubblica a Firenze, per farmi vedere il diario di viaggio di Stefano Faravelli, intitolato semplicemente Cina. Un capolavoro, lavoro stupendo, che mi riportò ed ancora oggi mi riporta nel regno di mezzo, con i ritratti del sacerdote Dongba di Dongba Gong a Lijiang, un mondo del quale ho sempre nostalgia essendomi ammalato di Mal di Cina, un universo dal quale solo ed esclusivamente per una persona che si trova in questa piccola ed agonizzante terra che in Cinese si chiama 意大利 Yidali - grandi aspettative e grandi vantaggi.
Adesso sono passati 4 anni. Con lei al mio fianco non ero più solo tornndo in Cina, mostrandole Tian Tan appannato dalla nebbia proficua dell’alba di Beijing e dalle lacrime di fratelli e sorelle ritrovati…così come abbiamo ritrovato altri taccuini di viaggio, altre pennelate che, come quelle pennellate di Cina di Faravelli, come le foto di Gianni Limonta sullo Yunnan, mi hanno spinto.
Spinta anche a compiere i miei studi ed i miei esercizi di pittura su due moleskine, una interamente dedicata allo studio delle shufa, ed una di acquerelli liberi.
Moleskine - Shufa
Lo studio dell’arte Cinese, 美术 mei shu, mi appassiona immensamente.
L’uso monocromatico dell’inchiostro e del colore mi impressiona e mi trasmette vibrazioni profonde, diverse da quelle trasmesse dall’arte occidentale che ammiro e conosc, propria della mia cultura e del mio mondo; solo l’Impressionismo ed alcune opere del post-impressionismo sento vicine alla ricerca che attuo nello studio dell’arte e nel dipingere.
Le pagine dei miei studi
Moleskine - Acquerelli
L’acquerello è il medium che prediligo.
Prima di tutto perchè dove vivo adesso non ho spazio per allestire un cavalletto e per dipingere ad olio, e poi perchè sento l’acquerello molto più vicino all’arte cinese, dunque mi permette di studiare e sperimentare impressioni e tentativi che poi, un giorno, potrò applicare alla pittura ad olio.
Queste sono le pagine dei miei studi
gennaio 18th,2010
Acquerello,
Moleskine,
Pensieri,
Scambi,
Sguardi,
Studi, tentativi e riflessioni,
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Mal di Cina, particolare
Con molto ritardo, dovuto ad una serie concatenata d’impegni ed imprevisti, voglio scrivere due righe sul Premio Italia per le Arti Visive 2009, concorso di belle arti al quale ho partecipato con “Mal di Cina”, ritratto a matita di una bambina tibetana dello Yunnan, basato e partito dalla fotografia “Bambina di un villaggio nei pressi del monastero Songzanlin” di Gianni Limonta in “Yunnan - Cina” pubblicato nel 2000 dalla Leonardo Arte, di cui già scrissi mentre ero impegnato allo stesso ritratto.
Il lavoro a matita, iscritto alla sezione grafica, è stato premiato con la possibilità di esporlo assieme ad altri miei lavori alla Galleria del Candelaio, in Via Fra’ Giovanni Angelico a Firenze.
Il catalogo della mostra, che ho scannerizzato in parte, riporta sia la presentazione della manifestazione, sia il verbale della giuria e le opere in gara: ho riprodotto le pagine sia in un unico pdf, sia come galleria d’immagini.
All’esposizione che “Mal di Cina” mi ha fatto vincere ho portato 4 lavori in tutto: 2 matite - Mal di Cina e 耶稣誕生 Yēsū Dànshēng, Natività - e 2 acquerelli - Crook Gill packhorse Bridge, Yorkshire (il cui titolo in mostra però è “ritratto a Matteo Ricci”) e 节奏 jié zòu - ritmo, varietà; 耶稣誕生 Yēsū Dànshēng che nel frattempo avevo presentato al concorso XVII Premio Firenze 2009, era appena stato premiato.

Acquerello su Moleskine
COMUNICATO STAMPA
GALLERIA DEL CANDELAIO - FIRENZE
Via Frà G. Angelico 3/r - 055/67.90.42 ecodarte@bottega2000.it
www.bottega2000.it/eco www.premioitaliaperleartivisive.it
presenta opere di
FRANCO MARGARI - MAURO MARTIN
LORENA NOCENTINI - STEFANO ZAMBLERA
3 - 15 dicembre 2009
Si inaugura giovedì 3 dicembre 2009 alle ore 18.00, alla Galleria del Candelaio di Firenze (Via Frà G. Angelico 3/r), una mostra di opere degli artisti Franco Margari, Mauro Martin, Lorena Nocentini e Stefano Zamblera, organizzata in collaborazione con la rivista “Eco d’arte moderna”. L’esposizione, che fa parte del ciclo dedicato agli autori segnalatisi al “Premio Italia per le Arti Visive” 2009, si concluderà martedì 15 dicembre 2009.
Orario: dal lunedì al venerdì 9,30/12,30 - 15,30/19,30 sabato su appuntamento
INGRESSO LIBERO
novembre 29th,2009
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